Il mattino dopo la notte olimpica, nella bella sede del Gruppo Abele di Via Trapani, si è concluso il forum internazionale promosso dalle Comunità Montane a Bassa Valle di Susa e Val Cenischia, dalle Amministrazioni Comunali della Val di Susa, dal Movimento No Tav,dalla Redazione periodico "Sarà düra" Coordinamento Valsusino Lavoratori delle Scuole, Arci, il Manifesto, Pro Natura, Laboratorio per la democrazia, WWF, Carta, RE.CO.SOL. Coop. Il Ponte, FiomCgil, Legambiente, Valsusafilmfestival, LiberaPiemonte, che ha visto protagonisti i Comuni della bassa Val Susa, con tre giorni di dibattiti su temi quali le grandi opere, sprechi energetici, sviluppo e decrescita, il sistema alpino e le sue economie… un’iniziativa chiamata felicemente Il grande cortile, ovvero tutte le ValSusa del mondo...
Il titolo della conferenza conclusiva di domenica era:
Rilanciamo il treno della Democrazia,
i relatori, Angelo Tartaglia, Politecnico di Torino, Luciana Castellina (Il Manifesto), Roberto Della Seta (Legambiente), Antonio Ferrentino (Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia), Walter Ganapini (Greenpeace Italia), Sergio Giovagnoli (Arci), Gabriele Polo (Il Manifesto), Marco Revelli (prof. Scienza dell'Amministrazione, Univ. Piemonte Orientale), Gianni Rinaldini (Fiom Cgil) Vittorio Agnolotto, Eurodeputato.
In sala non meno di 500 persone, fresche e pimpanti, sopravvissute all’orgia “partecipativa” della notte bianca.
Delle tante cose dette vedrò di fare una breve sintesi.
Il tema della democrazia ha messo in luce quella sensazione condivisa da molti ormai, di chi sente lentamente sfaldarsi, il diritto di informazione, di partecipazione e di decisione. La nuova forma di dittatura ormai è quella che la modernità è bello e tutto ciò che si oppone è mal sopportato. Così si inventano nuove etichette, il partito dei No, quando invece l’unico vero partito dei No, è quello di chi non accetta le critiche costruttive e documentate, di chi lascia che la politica dei trasporti pubblici sia affidata ad incompetenti , di chi dice di No a fonti energetiche alternative al petrolio , di chi dice di No ad una gestione dei rifiuti più trasparente.
Lo Stato diventa un appaltatore di grandi opere pubbliche, finanziate con le tasse dei cittadini ed affidate ai privati, dove la concorrenza è inesistente, i vincoli visti come ostacoli, al vertice sempre le stesse banche e le stesse famiglie, alla base tanti subappalti dove le condizioni di padroncini e lavoratori si fanno sempre più dure e precarie.
La Comunità europea lancia messaggi un po’ contradditori, e l’impegno di bilancio sulle grandi opere diventa, per i poveri mortali, un rebus. I soldi ci sono o non ci sono ? e se non ci sono, perché lanciare tanti progetti? a meno che il gioco sia proprio quello, cioè di finanziare mega progetti che non andranno mai in porto e poi pagare laute penali per la mancata realizzazione.
Anche le parole sembrano aver perso la bussola, così un “moderato” è chi vuole spostarsi a 300 Km orari, mentre un “radicale” è chi si accontenta di velocità più contenute.. I politici anziché ascoltare, mediare, e perché no leggere e studiare, si accontentano di ripetere cose ovvie e slogan, altri ormai sono diventati un tuttuno con i gruppi di potere, contribuendo così ad aumentare il divario tra paese reale e paese legale. La Val Susa con la sua lotta, ha rotto questo sistema, ha preteso la regionalizzazione del problema, aggregando esperienze di lotta simili alla sua , contro la cementificazione del territorio. Il ministro Pisanu la teme più del terrorismo internazionale, (affermazioni fatte a proposito delle Olimpiadi) Non c’è pagina di giornale che non si occupi, nel bene e nel male, dei valsusini.
Da questa lotta appare sempre più chiaro che nel Paese si stanno ridefinendo nuovi poteri forti dove c’è un po’ di tutto, l’unico assente è il cittadino. L’appello all’Unione emerso nel dibattito è che il nuovo governo dovrà abolire la Legge obiettivo e la Riforma elettorale, che negano al cittadino il diritto di condividere qualsiasi decisione lo riguardi. Ferrentino ha concluso la mattinata con una serie di proposte molto precise:
1 il Forum ambientalista sarà permanente
2) nel mese di Marzo 2006 ci sarà una giornata nazionale dedicata all’Amico Treno (tra il silenzio generale, dall’inizio anno ne sono stati soppressi 500)
3) l’incontro annuale di tutti i movimenti, ormai in rete
4) qualsiasi tavolo di trattativa con le istituzioni dovrà prevedere l’opzione zero
5) il movimento NoTav è stato invitato al Forum sociale di Atene che si terrà il prossimo mese di maggio.
Silvana Fagnani
Direttivo Legambiente Piemonte
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