Uno studio condotto dal WWF rileva la presenza di un numero elevatissimo - 129 - di sostanze chimiche pericolose, cancerogene, teratogene, mutagene, in 27 campioni di prodotti comuni acquistati nei supermercati di sette paesi europei Questa ricerca dimostra che la fonte dei prodotti chimici presenti nell’organismo delle persone, soprattutto quelle bio accumulabili, è proprio l’alimentazione. Otto i gruppi di sostanze chimiche per un totale di 119 molecole, trovate in cibi diversi dal pane alla carne all’olio di oliva ai bastoncini di pesce alle lasagne...
Rinvenuti ftalati, cancerogeni, nei formaggi e nell’olio di oliva, pesticidi, in pesce burro e carne di renna, muschi rilevati in vari pesci, tra cui tonno salmone e aringhe. Tra gli altri anche il ddt vietato da molti anni ed evidentemente ancora usato. Anche perchè noi europei garantiamo la nostra salute- o almeno di ci proviamo- vietandolo in Europa ma non altrove. Poi per la globalizzazione le imprese guadagnano rivendendo materie prime, anche cibi, provenienti da tutto il mondo e il ddt scacciato dalla porta rientra dalla finestra.
La ricerca dimostra come la catena alimentare non può che trasmettere ai consumatori finali tutto quanto entra nel circuito produttivo, dalla coltivazione alla conservazione.
Occorre ancora ribadire che in Europa si sta discutendo sulla delibera detta Reach che dovrebbe esaminare analiticamente un elevatissimo numero di sostanze chimiche per valutarne la pericolosità per le persone. È fondamentale sottolineare che la ricerca non potrà essere condotta con esperimenti su animali, come si vorrebbe, in quanto sono sempre più numerosi i dubbi su tali tipi di analisi che si possono prestare a interpretazioni volte a sostenere tesi preconcette.
Gli esiti dell’indagine del WWF devono richiamare l’attenzione sul sistema attuale di produzione che permette di usare una grande quantità di molecole chimiche pericolose e che nessun sistema di controllo può pensare di fermare vista la grande quantità di merci e di alimenti in circolazione. Si deve ricordare che sono circa 300 gli addittivi chimici permessi dalla Comunità europea.
Per dare una vera sicurezza ai consumatori è necessario puntare sul cambiamento dei sistemi di coltivazione dei terreni e di allevamento degli animali evitando all’origine tutte le sostanze pericolose e non pensare di fermarle in un tempo successivo.
Indagini come questa dimostrano sempre di più che l’alimentazione e la respirazione sono le principali vie d’ingresso delle sostanze cancerogene che sono la causa vera di quell’aumento esponenziale delle forme tumorali che stanno colpendo le popolazioni dei paesi più sviluppati.
Enrico Moriconi
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