da Il Manifesto del 29/12/06, di Antonio Massari
Sogin, a Saluggia l'ordine-beffa del rimosso generale Jean
Ultima ordinanza per l'ex commissario ai rifiuti nucleari: le barre d'uranio radioattivo vanno trasferite in un deposito (l'«Avogadro») privo di autorizzazione e da tempo fuori norma. Ambientalisti e cittadini in rivolta: «Una decisione assurda, il governo la annulli»...
L'ultima zampata del generale Carlo Jean ha rovinato la festa dei cittadini di Saluggia. Ieri hanno gioito, dopo anni di proteste, per la «fine dell'era Jean» annunciata dal consiglio dei ministri. In poche ore, però, hanno dovuto ricominciare la protesta. L'ormai «ex» commissario straordinario per i rifiuti radioattivi Sogin ha infatti firmato infatti un'ordinanza, pubblicata il 27 dicembre nella Gazzetta ufficiale, che riguarda il trasferimento del combustibile irraggiato. Parliamo delle barre d'uranio stoccate nelle piscina dell'impianto Eurex. Piscina che perde liquido contaminato per sette metri di profondità. Ecco la soluzione prospettata da Jean: «La Sogin - scrive il generale nell'ordinanza - è autorizzata a trasferire il combustibile nel deposito Avogadro».
Una decisione che ha allarmato la cittadinanza anche perché, come spiega il consigliere regionale dei Verdi Enrico Moriconi il deposito Avogadro non sembra versare in ottime condizioni. Dista 600 metri dalla piscina ed è sprovvisto della licenza d'esercizio. «Jean - dice Moriconi - vuole trasferire le barre in una struttura che solo pochi anni fa era stata giudicata non idonea. E' diventata idonea improvvisamente?». Ma non solo. Nell'intervista pubblicata ieri dal manifesto, il ministro per l'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, aveva sottolineato un concetto: terminata la fase dell'emergenza, con il ritorno al regime ordinario, le comunità locali avrebbero finalmente ritrovato un ruolo centrale nelle decisioni.
«Questa ordinanza invece - continua Moriconi - di fatto mette fuori gioco i comuni». E allora la protesta è già nell'aria: «Chiediamo che l'ordinanza sia ritirata - conclude Moriconi - ci auguriamo che Prodi prenda posizione e la annulli. Ora che l'emergenza non c'è più la logica politica dovrebbe portare a un solo risultato: il ritiro».
L'alternativa, a quanto pare, potrebbe essere il trasferimento del combustibile nella piscina dell'ex centrale nucleare «Enrico Fermi» di Trino Vercellese. Ma il consiglio comunale di Trino ha già annunciato che si opporrà con ogni mezzo. Resta il problema: lo svuotamento della piscina Eurex è indispensabile, va realizzato in tempi rapidi, e con modalità sicure. Solo pochi giorni fa, a Saluggia, erano state raccolte circa 1800 firme di cittadini contrari alla «soluzione Avogadro». Si profilava, nello stesso tempo, il progetto di trasferire le scorie per il riprocessamento in Francia. Poi è arrivata l'ordinanza firmata Jean. L'ultima della sua gestione. «Inopportuna e deleteria - la definisce Paola Barassi, del gruppo regionale di Rifondazione - totalmente in contrasto con le posizioni del ministro Pecoraro Scanio, dei sindacati, dei sindaci e dei comuni cittadini». «Praticamente è una beffa», dice Gian Piero Godio, di Legambiente, che aveva già diffidato la Sogin a eseguire il trasferimento nel deposito sprovvisto di licenza d'esercizio. «Da gennaio - ironizza Godio - Jean non potrà più emettere ordinanze. Ma per Saluggia le ordinanze le ha già emesse tutte. Mi auguro che il governo decida di annullarla».
Sulla vicenda interviene anche il sottosegretario del ministero per l'Ambiente, Laura Marchetti, che precisa: «Nell'ultimo periodo a Saluggia, come nella Casaccia, si sono verificati troppi incidenti sui quali non resteremo passivi: occorre mettere mano a un sistema di controlli rigorosi. Sul trasferimento del combustibile nel deposito Avogadro mi sono già espressa: dopo tanti anni di silenzio non possiamo andare avanti con questa politica del rattoppo. Il ministero e i suoi organismi svolgeranno il loro ruolo di controllo. Fino in fondo».
Fonti interne al ministero dell'Ambiente spiegano che l'ordinanza non potrà essere impugnata dal governo. Però: «Decaduto il commissario chi ha pieni poteri adesso sono l'Apat e i sindaci. Entrambi hanno la possibilità di bloccare tutto. Sono loro che ora possono rimettere mano al provvedimento».
Nel frattempo di certo c'è solo un fatto: a Saluggia non resteranno a guardare. «Il governo sgombri il campo dalle vecchie ordinanze perché altrimenti se le decisioni prese fino a oggi dal commissario Jean e dalla Sogin diverranno operative la fine dell'emergenza risulterà una beffa».
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