La crisi delle banche che hanno erogato mutui “facili” sicuramente non è solo una crisi americana e si dice che possa coinvolgere l’Europa e in generale il mondo occidentale e il mondo industrializzato. Ma v’è da chiedersi se è soltanto la crisi delle banche che hanno erogato quei mutui che sta provocando la crisi e le oscillazioni dei mercati… e quindi se sarà sufficiente un intervento riparatore del Governo degli Stati Uniti, per quanto imponente, a risolvere il problema. Vorrei fare qualche riflessione partendo da qualche anno addietro. Con la caduta del Muro di Berlino e la fine della Guerra Fredda si apriva un’era nuova. Si poteva prospettare un periodo di pace e prosperità che avrebbe dovuto portare pace e benessere tra i popoli. Non è stato così.
Il mondo sovietico aveva infatti ‘costretto’ quello occidentale a migliorare le condizioni di vita della popolazione, aveva costretto le comunità dominanti e le classi agiate a fare i conti con i movimenti operai facendo concessioni da «Stato del benessere» (sarebbe welfare state ma preferisco scriverlo in Italiano), era stata migliorata l’assistenza sanitaria, erano state migliorate le pensioni, erano state migliorate e garantite le condizioni di lavoro ecc...
Con queste riforme fondamentali di Stato del benessere si faceva concorrenza all’Unione Sovietica sul suo stesso terreno e questa è stata probabilmente la migliore arma per vincere la Guerra Fredda. Caduto il Muro tutte queste “inutili spese” non servivano più e quindi si è potuto smantellare lo Stato sociale e del benessere. Si son potuti aprire repentinamente i mercati occidentali (Nord America ed Europa), con il Wto, ai prodotti cinesi, indiani e in generale del Terzo e Quarto Mondo… senza pretendere da quei Paesi un rispetto delle garanzie sociali esistenti nei nostri Paesi. Così facendo si sono esposte le nostre classi lavoratrici alla concorrenza dei lavoratori del Terzo Mondo.
Il lavoro è tornato a essere non più un diritto ma un bisogno e una supplica. Così i lavoratori hanno ‘accettato’ di ripagare di tasca propria gli ingenti debiti pubblici contratti nei periodi di Guerra Fredda. Si è teso così a eliminare gli impegni dello Stato facendo pagare, sia tramite la maggiore imposizione sia tramite il minore esborso, il debito e la riduzione delle provvidenze alle classe lavoratrici e meno abbienti. Con questa “brillante” manovra economica si è così eliminato gran parte delle pensioni di anzianità, di vecchiaia e di malattia; si sono ridotte le garanzie del posto di lavoro e si creato ed esteso in modo impressionante il precariato, si sono ridotti in modo impressionante i salari reali, si è cercato di diminuire fortemente la concessione del servizio sanitaro a gran parte della popolazione in modo gratuito (con l’introduzione e l’aumento dei ticket, con l’introduzione e l’aumento dei pagamenti di intere gamme di medicinali e visite mediche); inoltre, si è tentato di eliminare le classi medie comprimendole verso quelle più deboli. L’Italia in questa manovra è risultata essere all’avanguardia.
Le classi più privilegiate hanno creduto che portando le produzioni nel Terzo Mondo e reimportando e vendendo poi nel “Mondo Ricco” i beni finiti a prezzi occidentali avrebbero avuto profitti maggiori. Hanno smantellato tutto il sistema di protezione delle classi lavoratrici o destinate ad essere iscritte nelle liste di collocamento. Può sembrare banale ma anche l’aumento delle visite fiscali in caso di malattia è un sintomo di quella politica, si vuole impedire che un lavoratore possa essere particolarmente stanco in un determinato periodo da stare a casa in malattia per riposarsi: lo si chiama truffatore, mentre la troppa stanchezza (derivante solo da stress o da altra causa) può veramente essere vista come una momentanea malattia, dipende da quale metro si usa. Ma allora le classi lavoratrici hanno già incontrato la loro crisi… ormai nel “Mondo Industrializzato” le classi meno abbienti hanno già la loro profonda crisi.
Queste classi consumano e consumeranno sempre meno, essendo esse oggi già molto vicine o sotto la soglia di povertà. Molte persone appartenenti a quelle classi non potranno più pagare gli affitti… non potranno più pagare i mutui… non potranno più consumare beni e servizi nelle quantità che consumavano prima. Da qui nasce la crisi dei mutui e non si estenderà oggi dagli Stati Uniti all’Europa per il semplice fatto che è già in Europa… è già qui. Le classi meno abbienti già la stanno soffrendo da tempo, le classi medie cominciano a soffrirla ora, gran parte di quelle agiate la soffriranno tra poco. Forse si uscirà dalla crisi quando nel Terzo Mondo arriveranno a dare quelle garanzie sociali che noi già avevamo e che sono state eliminate e che noi allora reinseriremo… ma avremmo fatto meglio a non giungere a tanto scatafascio. Per l’Italia poi ci sono situazioni particolari che aggravano la situazione… delle quali ho già parlato nei miei articoli passati sull’
euro e sulle
pensioni.
Inoltre, per concludere, si evince anche che molto del deficit finanziario globale che osserviamo attualmente nel mondo è dovuto all'enorme spreco di risorse dovuto alle spese militari - prima di tutto quelle degli Stati Uniti d'America - come denuncia anche il sito di Beppe Grillo in questo
recente post. Per gli USA, come sappiamo, la guerra fredda è stata negli anni sostituita con nuove e infime guerre, compresa quella al terrorismo 'globale'. Sulla scia dei fatti dell'11 settembre si è dimenticato, come tante altre volte in passato, che le guerre sono una risorsa per pochi, uno spreco per tutti e una sofferenza per troppi. Quella che stiamo vedendo oggi è la risultante finanziaria di questo stato di guerra permanente. Ora la paura è che la crisi investa l'economia reale. Sarebbe molto peggio di quello che possiamo anche solo immaginare.
Aleandro Volpi per enricomoriconi.it
Note:
Qui potete leggere un interessante contributo dal blog di Crisis circa la scarsa veridicità delle informazioni riguardanti la protezione dei conti correnti italiani.