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  Contributi: Seconda conferenza nazionale sull'amianto - 6/7/8 Novembre 2009
Inviato da: Alex Arrigoni on Tuesday, November 03, 2009 - 11:54 AM CET
 
 
Salute pubblica


SECONDA CONFERENZA NAZIONALE SULL’AMIANTO
“AMIANTO E GIUSTIZIA”
TORINO, 6/7/8 NOVEMBRE 2009

AIEA – CONTRAMIANTO e altri rischi onlus - Lega Ambiente - Associazione delle vittime di Casale Monferrato - AEA-FVG - Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio Sesto San Giovanni - Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio di Tezze sul Brenta e di Bassano del Grappa - Medicina Democratica nazionale - AVANI - Fondazione Bepi Ferro - ISDE – AEA Monfalcone - Comitato Permanente ex esposti Amianto e Ambiente - Associazione Esposti Amianto Oltrepò – Comitato Amianto e Geotermia Lardarello FEDERAZIONE INTESA - CISL – FIM CISL – CUB- Slai COBAS – CGIL – FISMIC – FIOM CGIL


Siamo a Torino, dove è iniziato il procedimento penale contro i responsabili della multinazionale ETERNIT, il Giudice per le Indagini Preliminari li ha rinviati a giudizio, il processo inizierà il 10 dicembre. Si tratta del più grande processo che sia mai stato celebrato in Italia per malattie professionali e malattie ambientali da esposizione all’amianto. Quasi un migliaio le parti offese, qualche decina le parti civili (istituzioni, sindacati, associazioni). Il PM Raffaele Guariniello ha certificato la morte e/o la malattia da amianto di quasi 3.000 persone fra lavoratori e cittadini esposti. Un lavoro grandissimo durato 5 anni. Ma le responsabilità della multinazionale ETERNIT sono assolutamente più ampie.
Aprire l'articolo per il programma completo della conferenza...

Venerdì 6
La Conferenza inizierà il giorno 6 alle ore 15 presso la Sala Conferenze dell’Istituto Avogadro di Corso San Maurizio, 8

“Confronto fra associazioni, movimenti, sindacati ed esperti: “Amianto e Giustizia”
Interverranno in apertura:
ANTONIO PIZZINATO:
“ La prima conferenza nazionale di Monfalcone dell’ottobre 2004 “
NICOLA DE RUGGERO
Assessore all’Ambiente Regione Piemonte

- Dario Mirabelli - Registro Mesoteliomi del Piemonte

- Michele Michelino - Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di lavoro e sul territorio, Sesto San Giovanni (MI)

- Benedetto Terracini e Stefano Zirulia - Centro regionale Amianto Piemonte – Casale Monferrato

- Bruno Pesce, comitato Vertenza Amianto – Casale Monferrato

Sono iscritti a parlare: - Vito Totire, AEArs
- Silvio Mingrino, AVANI – Broni
- Ignazio Barbuto, Federazione INTESA
- Tore Garau, AIEA – Sez. Sardegna
- Luca Convertini, Registro Mesoteliomi COR Basilicata
- Tiziana Scalco, Camera del Lavoro - Milano
- Mario Fugazza, Assessore ambiente – Broni – AIEA Broni
- Alberto Alberti, AIEA – Sez. di Ferrara
- Luciano Carleo, Contramianto e altri rischi onlus – Taranto

Sono previsti ulteriori interventi con iscrizioni in sede di conferenza.

Lo scopo, in un clima di ricerca di unità fra tutte le forze interessate, è quello di porre i problemi partendo dalla propria esperienza (senza troppo dilungarsi sulla stessa), soprattutto iniziare a indicarne le soluzioni.

Sabato 7 Centro Congressi Regione Piemonte, Corso Stati Uniti, 23

Ore 9: saluto delle autorità
Ore 9,30 : “Amianto e Giustizia”
relazione iniziale del senatore Felice Casson
Ore 10,15: “L’amianto e le malattie professionali” – relazione del dott. Beniamino Deidda(Procuratore generale della Repubblica di Firenze)
Ore 10,45: tavola rotonda “responsabilità penali e risarcimento alle vittime dell’amianto”
Avv. Jean Paul Teissonniére, Parigi
Avv. Jan Fermon, Bruxelles
Avv. Mitchel Cohen, Filadelfia
Avv. Ezio Bonanni, Roma (avvocato per alcune associazioni delle vittime dell’amianto
Avv. Wolfgang Apitzsch, Germania
Introduce l’avv. Sergio Bonetto, avvocato di parte civile nel processo contro l’Eternit

Siamo a Torino, dove è iniziato il procedimento penale contro i responsabili della multinazionale ETERNIT, il Giudice per le Indagini Preliminari li ha rinviati a giudizio, il processo inizierà il 10 dicembre. Si tratta del più grande processo che sia mai stato celebrato in Italia per malattie professionali e malattie ambientali da esposizione all’amianto.
Quasi un migliaio le parti offese, qualche decina le parti civili (istituzioni, sindacati, associazioni).

Il PM Raffaele Guariniello ha certificato la morte e/o la malattia da amianto di quasi 3.000 persone fra lavoratori e cittadini esposti. Un lavoro grandissimo durato 5 anni.
Ma le responsabilità della multinazionale ETERNIT sono assolutamente più ampie. Il processo riguarda coloro per cui il rinvio a giudizio è stato fatto, ma le responsabilità delle società multinazionali che fanno capo alla ETERNIT sono storicamente, moralmente, civilmente molto, molto più ampie. La nocività dell’amianto è nota dalla fine del 1800.
Non avrebbe dovuto essere impiegato. Gli avvocati che abbiamo chiamato a discutere sono impegnati nei loro paesi in processi che hanno per oggetto l’amianto. A loro chiediamo un giudizio sul processo in avvio a Torino; quali indicazioni e riflessioni possono trarre dalla loro esperienza e come cercare di rendere internazionale il conflitto per cercare di colpire i responsabili ed obbligarli a risarcire le vittime? Non ultimo quali responsabilità degli stati e degli enti pubblici per avere atteso decenni prima di mettere al bando l’amianto? Cosa dobbiamo e possiamo fare ora perché l’amianto venga messo al bando in tutto il mondo?

Ore 12,30 Manifestazione per le vie del centro da Corso Stati Uniti a Piazza Castello (davanti alla Prefettura)
E’ importantissimo il lavoro di studio, di comunicazione delle esperienze, di indicazioni operative che viene fatto nelle sale congressuali, ma non sufficiente. Si è voluto dare alla Conferenza Nazionale anche un impatto pubblico, un segnale fra la popolazione di Torino, del Piemonte e non solo, che renda ancora più evidente i danni dell’amianto: i morti per mesotelioma, per tumore del polmoni, per le altre patologie asbesto correlate. Le responsabilità di chi su questi morti e malati ha fatto i soldi si è arricchito a dismisura, di chi doveva controllare, impedire che ciò avvenisse, e non lo ha fatto o lo ha fatto solo per finta. Scendiamo dunque in piazza, anche se per un tempo breve, ma ricco di significato.

Ore 15,30 Riunione dei gruppi di lavoro I gruppi di lavoro si riuniranno nei luoghi che verranno comunicati alla Conferenza.
Si chiede però da subito di iscriversi ai gruppi comunicandolo all’indirizzo del sito della Conferenza.
Il compito dei coordinatori è quello di dirigere il gruppo di riassumere la discussione per l’assemblea generale e di stendere il documento finale. Si dovrà dare maggiore risalto alle indicazioni operative.

1° Gruppo di Lavoro “L’amianto in Tribunale”
Coordinatori: Benedetto Terracini (epidemiologo - Torino) , Enzo Merler ( Registro mesoteliomi del Veneto), Giuseppe Cimmarotta (magistrato Noli), Armando Vanotto (Aiea nazionale), Dario Miedico (medico legale, Medicina Democratica), Avv. Patrizia Sadocco, (avv. di parte civile nel processo contro la Marina Militare – Padova), Massimo Menegozzo(Registro Mesoteliomi della Campania);
Iscritti: Ignazio Barbuto (Federazione Intesa) , Avv. Laura D’Amico, Avv. Botasi Francesco, Stefano Zirulia Borsista di ricerca del Centro Amianto di Casale Monferrato (incaricato di svolgere il progetto intitolato "Monitoraggio dei procedimenti giudiziari in tema di effetti dell'amianto sulla salute e creazione di una banca dati"), Avv. Michele Torti (AIEA Broni e Oltrepo'), Luca Masera ; Molte sono le cause in corso intorno al problema. Vittime dell’amianto (loro famigliari),
associazioni, istituzioni e sindacati sono costituiti o si costituiscono parte civile. In questo gruppo facciamo riferimento a quelle penali e discutiamo di quanto le controparti ci sollevano.
Alcune (poche) sentenze danno loro ragione. Occorre pertanto affinare le argomentazioni, portare eventuali nuove prove a favore della nostra tesi. E’ diffusa fra le controparti la tesi per cui il nesso preciso di causalità non è dimostrabile perché tante sono le possibili fonti. Se poi vi è una fonte certa, la contaminazione della persona è avvenuta all’inizio dell’esposizione, le dosi dovute all’esposizione successiva sono irrilevanti ai fini della malattia. Anche se meno ripetuta vi è pure la tesi attribuita al prof. Chiappino, ovvero dell’impossibilità di fermare, nel passato, le fibre ultracorte e ultrafini con i mezzi di protezione individuale che avrebbero dovuto essere messi a disposizione dei lavoratori.

2° Gruppo di lavoro “Amianto e Sanità” Coordinatori: Franco Berrino (epidemiologo – Ist. dei Tumori Milano), Claudio Bianchi (Lega Tumori, Monfalcone), Emilio Pampaluna (ex ENEL di Turbigo, AIEA Lombardia), Alessandro Marinaccio (registro nazionale mesoteliomi- ISPESL, Roma), Salvatore Nania ( Comitato Permanente ex Esposti Amianto e Ambiente ), Maurizio Cardellini ( AIEA Lardarello ) ;
Iscritti: Edoardo Bai (Legambiente) , Valerio Gennaro ( ISS Liguria ), Vito Totire, AEArs;
I problemi che devono essere risolti sono molti, nella fattispecie riguardano le differenze fra regione e regione; non esistono indicazioni univoche. Lo scopo è quello di trovare su ogni problema una risposta sola o almeno risposte non estremamente differenziate fra loro.
a) epidemiologia: registrazione dei mesoteliomi, perché non dei tumori del polmone (da amianto)?
Registrazione degli ex esposti: chi e come
b) sorveglianza sanitaria. E’ l’argomento sul quale ci sono le maggiori differenze. Alcune regioni non hanno attivato nulla, altre hanno programmato una sorveglianza sanitaria con esami sofisticati, quali la TAC spirale, o la ricerca di marker quali la mesotelina e l’osteopontina, altre ancora pochi esami (visita generale, radiografia del torace, spirometria) e counseling.
c) per la diagnosi precoce si riprendono alcuni argomenti precedenti: vale la TAC spirale, vale la ricerca dei marker?, ci sono nuove indicazioni? Occorre però stabilire se s tratta di sperimentazioni o se invece tali pratiche vengono proposte a tutti gli iscritti al Registro degli esposti.
d) Terapie. Tutti hanno diritto ad essere curati anche se alcune malattie sono, allo stato attuale delle conoscenze, inguaribili. Quindi è assolutamente necessario fornire le cure più adeguate per ridurre/eliminare il dolore e fare ricerca per possibili cure efficaci. Occorre vedere a che punto siamo e come indirizzare la ricerca.
e) Riconoscimenti. Occorre uscire dal sistema INAIL. E’ necessario che i riconoscimenti delle malattie professionali come all’origine stabiliva la legge 833/78 siano affidati ai dipartimenti di prevenzione della A-USL.
3° Gruppo di Lavoro “Eliminare l’amianto in 10 anni (dal 2004)” Coordinatori: Roberto Carrara, (ingegnere, esperto di Medicina Democratica – Milano); Mario Fugazza, (Ass. Ambiente Comune di Broni – AIEA Broni ), Elena Ferrarese (Comitato case popolari di via Feltrinelli, 16 – Milano), Enrico Bullian (storico, AEA Monfalcone), Giorgio Zampetti (ingegnere, Legambiente- Roma) , Mariella Megna (Comitato contro la discarica di Cappella Cantone CR). Iscritti: Tore Garau ( AIEA – Sez. Sardegna) , Mario Panunzio ( Federazione Intesa );
E’ stata la proposta della Prima Conferenza Nazionale celebrata a Monfalcone nell’ottobre del 2004. Si vorrebbe arrivare ad avere l’Italia libera da amianto a partire dal 2015. Solo la regione Lombardia ha inserito questo progetto nel suo Piano Regionale Amianto (PRAL).
Perché sia un obiettivo possibile occorre conoscere dove è l’amianto (mappatura), pianificare le bonifica, eseguire le bonifiche in sicurezza (rischio zero), smaltire l’amianto in modo privo di rischi.

In verità non vi è altra prevenzione che quella di non essere più esposti all’amianto. La realizzazione di questi obiettivi è anche legata ai finanziamenti (aiuti per le bonifiche dei piccoli quantitativi, aiuti per le bonifiche nei comuni, - necessità e possibilità di rivalsa nei confronti di chi ha per profitto impiegato l’amianto).
Il problema maggiore da risolvere è quello dello smaltimento.
Il quantitativo di amianto da smaltire è immane. Se non è poca cosa la prima parte del ciclo di eliminazione (conoscenza, rimozione), diviene pesante trovare un posto dove sistemarlo che non sia di danno a chi vi è vicino. Si tratta delle discariche. Oggi sono stati anche proposti metodi di smaltimento alternativo, in altri termini mettere l’amianto in un forno ad alta temperatura modificandone la molecola, quindi rendendolo inerte, non più nocivo. Il gruppo di lavoro dovrà arrivare a dare un giudizio e a stabilire delle indicazioni.
4° Gruppo di lavoro: “Risarcire le vittime, riconoscere gli esposti” Coordinatori: Pier Luigi Sostaro, sindacalista CUB, Silvio Mingrino, (A.V.A.N.I. Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana per l'oltrepò pavese), Avv. Ezio Bonanni, Roma, Gianni Alioti (FIM-CISL, Roma)
Iscritti: Luciano Carleo (Contramianto e altri rischi onlus) ; Avv. Gianluca Cernuto (Studio Legale Avv. Corrado Martelli Legale Comitato Permanente ex Esposti Amianto e Ambiente)

Avremo per la Conferenza Nazionale IL FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO? Sappiamo già che se l’avremo sarà del tutto insoddisfacente perché la destinazione verrà decisa dall’INAIL e con i suoi criteri, perché verranno risarciti solo i lavoratori già riconosciuti dallo stesso ente previdenziale. Nulla avranno le vittime per esposizione ambientale. Non sono e non saranno messi meglio i lavoratori e i pensionati ex esposti quanto a risarcimento previdenziale. Sul riconoscimento dei cd “benefici previdenziali” è successo di tutto: è vero che gli esposti all’amianto hanno una speranza di vita inferiore agli altri lavoratori? E’ vero che chi pur privo di patologie da amianto, ex esposto, dopo avere partecipato ai funerali di alcuni (o tanti) propri colleghi di lavoro si trova in una condizione di profondo disagio? Che fare per le vittime, che fare per gli ex esposti?: richiesta di giustizia, necessità di lotta e mobilitazione.
5° Gruppo di lavoro: “L’amianto in Europa e nel mondo” Coordina: Vittorio Agnoletto (medico del lavoro – già deputato europeo), Aurelio Pischianz (presidente AEA Friuli-Venezia Giulia), Patrick Herman (Andeva, Francia), Anna Virgili (AIEA Lazio), Mauro Pieretti ( AIEA Lardarello );
Iscritti: Mario Murgia ( AIEA – Sez. Vba ) , Giovanni Lippolis ( Federazione Intesa ), Paolo Tomatis (medico - epidemiologico);

In Italia, IN Europa, negli USA dopo avere lottato per la messa al bando dell’amianto, ci si preoccupa e ci si mobilita per la sua eliminazione e per la soluzione dei problemi oggetto della discussione nei gruppi di lavoro. In gran parte del resto del mondo si continua ad estrarre amianto, a produrlo, manipolarlo, commercializzarlo, utilizzarlo. Ancora più gravemente con precauzioni zero. La strage dunque continua e se ne prepara una ancora più vasta per i prossimi anni.
Come arrivare alla messa al bando totale dell’amianto nel mondo?. Quale ruolo del nostro paese e dell’Europa?

Domenica 8 ore 9,00 Centro Congressi Regione Piemonte, Corso Stati Uniti, 23 CONCLUSIONI
9- 10,30. Sintesi dei gruppi di lavoro
10,30. Impegni delle regioni: la regione Piemonte e l’amianto: Assessore regionale alla Sanità Eleonora Artesio
11,00. Impegni dei sindacati e delle associazioni:
- Associazioni:
Luciano Carleo (Contramianto e altri rischi onlus, Taranto)
- Segretario confederale CGIL
- Responsabile Medicina Democratica: Luigi Mara
- Segretario confederale CISL
- Responsabile Legambiente/ISDE: Edoardo Bai
- Segretario sindacato/i non confederali: Luigi Pacchiano (Marlane, Praia a Mare CS)
Ore 13,30 – 13,45 Fulvio Aurora:
Impegni finali

ADERENTI – PARTECIPANTI
AIEA nazionale (Armando Vanotto)
Contramianto e altri rischi onlus (Luciano Carleo)
Lega Ambiente nazionale (Edoardo Bai) Associazioni delle vittime di Casale Monferrato (Bruno Pesce)
AEA-FVG, Trieste (Aurelio Pischianz - Nicolò Di Stefano)
Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio Sesto San Giovanni (Michele Michelino)
Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio di Tezze sul Brenta e di Bassano del Grappa (Luciano Orio)
Medicina Democratica nazionale (Fulvio Aurora)
AVANI (Broni) (Silvio Mingrino)
Fondazione Bepi Ferro, Padova
ISDE (Roberto Romizi)
AEA Monfalcone (Enrico Bullian)
Comitato Permanente ex esposti Amianto e Ambiente (Salvatore Nania)
Associazione italiana Esposti Amianto
Oltrepò – AIEAO Broni (Michele Torti – Fugazza Mario)
Federazione INTESA (Ignazio Barbuto)
CISL nazionale (Giuseppe D’Ercole)
FIM-CISL (Gianni Aliotti)
Slai Cobas nazionale (Luigi Pacchiano)
CGIL nazionale (Stefano Oriano)
CUB nazionale (Pier Luigi Sostaro)
FISMIC
FIOM-CGIL (Maurizio Marcelli)

ISTITUZIONI
Regione Piemonte
Provincia di Torino
Provincia di Taranto
Regione Puglia

Ufficio Stampa - Ecologisti/Uniti a Sinistra, con preghiera di massima diffusione

 
 
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