La cena "carnivora" sarda del PRC di Chieri. Posizione della Commissione Animali e Diritti - PRC Federazione Torino
Con riferimento al menù -basato in gran parte su prodotti di origine animale - della cena sarda organizzata dalla Casa del Popolo di Chieri sabato 24 u.s., la Commissione Animali e Diritti PRC- Federazione di Torino- esprimendo il proprio sostegno ai compagni Arianna e Massimo manifesta il più totale dissenso in ordine a scelte di questa natura che, purtroppo, nel partito della Rifondazione Comunista si continuano a ripetere.
Ciò rappresenta, in primo luogo, un’assoluta mancanza di considerazione e un generale ed evidente disinteresse non solo per un segmento di questo partito - che pure esiste e partecipa- ma anche per temi e problematiche che, invece, dovrebbero rivestire grande interesse in un partito che da sempre si è reso portavoce di certi valori.
A nostro giudizio chi si definisce anticapitalista, nonviolento, ecologista, difensore dei diritti degli emarginati, chi propone una visione del mondo egualitaria, solidaristica, progressista, chi mette al centro delle proprie coordinate politiche la difesa dei più deboli non può più prescindere da scelte che escludano o quanto meno determinino una diminuzione e comunque non incentivino in alcun modo il consumo di alimenti di origine animale...
Decine di migliaia di esseri umani muoiono tutti i giorni a causa della iniqua distribuzione delle risorse e della ricchezza. La fame del mondo è in continuo aumento.
Ciò è dovuto in gran parte al fatto che più del 50% dei cereali prodotti viene destinato a foraggiare gli allevamenti intensivi dei paesi industrializzati anche in stati dove migliaia di persone tutti i giorni muoiono di fame e nonostante che per produrre un solo Kilogrammo di carne occorrano ben quindici kilogrammi di cereali con un evidente e gravissimo spreco di preziose risorse!
Gli allevamenti intensivi, come oramai comunemente affermato dalle più autorevoli fonti scientifiche, stanno devastando il nostro pianeta: desertificazione, distruzione delle foreste pluviali, perdita della biodiversità vegetale ed animale, consumo delle riserve, inquinamento, fame nel mondo.
Per non parlare dei danni che un’alimentazione basata su prodotti animali causa alla salute umana favorendo malattie "croniche" o "degenerative" fra le più diffuse, invalidanti e mortali che colpiscono le popolazioni dei Paesi ricchi (con pesanti ricadute sui conti pubblici) quali l'arteriosclerosi, l’obesità, il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, il cancro, l'osteoporosi.
E perché continuare ad ignorare le atroci e aberranti condizioni in cui gran parte degli animali- solo perché animali- vengono costretti a vivere (talvolta veri e propri lager); la sofferenza, il terrore, la disperazione di esseri COME NOI senzienti, capaci COME NOI di provare dolore e che ogni giorno subiscono, senza potersi difendere in alcun modo, le peggiori sevizie e torture mai perpetrate, per numero, durata e ferocia, nella storia dell’umanità?
Come si può sostenere che la sola appartenenza biologica ad una specie diversa da quella umana possa giustificare moralmente ed eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà, del lavoro di un altro essere vivente?
Come ci si può, oggi, definire comunisti e non ammettere che lo sfruttamento degli animali costituisce la premessa e la giustificazione logica dello sfruttamento umano?
*** Commissione Animali e Diritti PRC Federazione Torino ***