Abbiamo già
denunciato che non basta rassicurare la popolazione piemontese sul fatto che non verranno costruiti nuovi impianti nucleari in Piemonte - nonostante le pretese del Governo attuale - dal momento che i siti nucleari già presenti nella nostra Regione sono fonte di inquinamento radioattivo e
mettono potenzialmente a rischio la salute di migliaia di cittadini.
Vogliamo che la popolazione si informi sui rischi reali, attuali e futuri, che presentano i siti di Saluggia, Trino e
Bosco Marengo, sul quale è aperta una serie di ricorsi legali per bloccare la realizzazione di un nuovo deposito nucleare. Invitiamo tutti dunque a consultare la pagina Web della
Struttura semplice 21.02 dell'ARPA Piemonte, per visualizzare tutta la documentazione inerente i tre siti in questione...
In particolare a
Saluggia, la situazione è molto seria.
La contaminazione del suolo e delle acque è rilevata e monitorata costantemente e - anche se "non raggiunge livelli di pericolo per la popolazione", deve in ogni caso farci riflettere circa le possibilità di un ritorno al nucleare in Italia (mentre, come si sente anche sui
media sempre più spesso, paesi come Spagna, Germania, Stati Uniti e molti altri, stanno decisamente puntando sullo sviluppo delle
rinnovabili, solare ed eolico soprattutto).
Su Saluggia
l'ARPA scrive: "Nel giugno 2004 SO.G.I.N. ha segnalato la parziale perdita di contenimento della piscina di stoccaggio del combustibile irraggiato dell’ impianto EUREX.
Da allora è in atto un monitoraggio straordinario della falda superficiale che si è affiancato alla rete di monitoraggio ordinario del sito.
Le misure eseguite dal 2004 ad oggi hanno evidenziato dapprima la presenza di contaminazione da stronzio 90 (Sr-90) nell’acqua di falda superficiale prelevata all’interno del perimetro del sito EUREX ed imputabile alle perdite della piscina di stoccaggio.
In seguito la presenza di contaminazione da stronzio 90, cobalto 60 (Co-60) e trizio (H-3, isotopo radioattivo dell’idrogeno) nell’acqua di falda superficiale prelevata a valle del sito Sorin – Avogadro, presumibile indice di una nuova fonte di contaminazione all’interno del sito stesso". Dalla pagina si può accedere a tutti i Pdf coi dati tecnici delle misurazioni.
Per concludere, non abbiamo ancora chiuso i conti col "nucleare passato" - che passato non sarà mai, data la vita di alcuni isotopi che è di migliaia di anni o di centinaia di anni.
Pensare a un "nucleare futuro" è degno di un Paese miope e che non ha per niente a cuore la salute pubblica e l'integrità dell'ambiente e di tutti coloro (umani e non) che lo abitano.
I cittadini informati possono fare pressioni sui politici affinché il futuro sia veramente diverso.
Enrico Moriconi