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Berlusconi è il primo Presidente del Consiglio in carica che effettua comizi elettorali. Questa è una (altra) anomalia italiana di cui dovrebbe rendere conto al Parlamento e al Presidente della Repubblica.
Volendo si può vedere una sorta di fatalità nel fatto che l'”oltraggio” a Berlusconi sia stato causato proprio con il simbolo principe della città dove il Cavaliere ha fatto la sua fortuna e dove ha iniziato a costruire il suo mito, grazie alle sue attività di palazzinaro indefesso (Milano 2, ecc.).
Nel gran baccano che il fatto ha scatenato, con voci per lo più di sostegno incondizionato al Premier e poche a tentare un'analisi oggettiva, vi sono elementi che andrebbero esaminati un poco più approfonditamente.
La prima, che non vuole giustificare l'aggressione, è che effettivamente chi ha alzato in Italia il tono della contesa politica è stato proprio Berlusconi, insieme con la sua parte politica. Chi ha demonizzato gli altri, “i comunisti”, chi ha portato un clima da “o con me o contro di me” non è stata certo la controparte ma il centro destra, anche nella
giornata di oggi.
Come dimenticare le minacce di “30.000 padani armati” di Bossi & c., le continue aggressioni verbali razziste e xenofobe dei vari Gentilini, Calderoli e Borghezio, le minacce periodiche pubblicate dalle pagine de Il Giornale (poco più di due anni fa un articolo del medesimo figurava Berlusconi che chiedeva “un killer per dare l’ultimo colpo di grazia a Prodi”), gli insulti e gli sdoganamenti continui di parolacce da parte del
Premier e di alcuni dei suoi (come
Ignazio La Russa che manda “a morire ammazzati i giudici europei che hanno deciso di far togliere il crocifisso dalle aule perché ‘non contano niente’” e che dà del pedofilo in pubblico a un suo contestatore)...
Che l'asprezza verbale possa contagiare e confondere menti già instabili non è un fatto anomalo né, tanto meno, imprevedibile. Imprevedibile e incredibile se mai è stato - doppiamente - il comportamento di un Premier che, colpito seriamente al volto, ha voluto esporsi nuovamente allo sguardo del pubblico presente e dei media, rischiando per altro di essere colpito una seconda volta (se non si fosse trattato di un solo assalitore).
Volere dimenticare tutto ciò o, peggio accusare chi prova a richiamare l’opinione pubblica al ragionamento complessivo fa parte di un'altra violenza che non produce traumi fisici ma che continua a danneggiare il clima sociale e politico, esaspera gli animi, induce a sragionare e a portare il piano della discussione politica sul confronto diretto e, talvolta, verbalmente violento. Tutte condizioni che possono favorire lo scoppiare imprevedibile di atti violenti, certamente esecrabili.
Dunque, se si condanna il gesto, si dovrebbe ugualmente condannare il clima socio politico italiano attuale e chi lo fomenta.
Una seconda considerazione concerne l'anomalia di un Presidente del Consiglio che si lancia in un comizio di partito. Evento assolutamente nuovo nel panorama italiano, tanto che a memoria d’uomo non si hanno ricordi di simili comportamenti da parte di altri Presidenti del consiglio.
Perchè
il ruolo prevede che l'eletto sia presidente di tutti gli italiani e non solo della parte che lo ha eletto! Nelle parole dette da Berlusconi a Milano certamente non c’era questo sentimento.
Partecipando attivamente ad un incontro organizzato dal suo partito di riferimento, si è creato un precedente pericoloso perché chiunque nel futuro si sentirà autorizzato a comportarsi allo stesso modo, con conseguenze facilmente immaginabili per la sicurezza pubblica.
Questo argomento non è stato molto pubblicizzato dagli organi dell'informazione in queste ore, eppure dovrebbe essere uno degli argomenti sui quali far crescere una coscienza sociale e politica che impari a ragionare a fondo senza fermarsi a contrapposizioni faziose che nascono spesso dalla seduzione del manicheismo politico che è tipico di molti membri della classe politica italiana, per ragioni storiche e culturali ben precise.
Enrico Moriconi