Dovremmo fare una rubrica con il titolo “L’avevamo predetto” in quanto sono innumerevoli le volte che anticipiamo di mesi la realtà futura.
Tempo fa, in momenti non sospetti, nell’articolo
Come ti curo la crisi, avevo sostenenuto che il clamore sull'influenza suina A1H1 era solo una truffa, una esaltazione del problema (relativo agli
allevamenti intensivi di animali) per favorire le case farmaceutiche che sarebbero state le uniche a guadagnare dalla vicenda, sui soldi e sulla pelle dei contribuenti ignari, come ho anche affermato
in televisione nei mesi scorsi.
Puntualmente così è avvenuto: vari stati, l'Italia tra i primi, perché quando si tratta di regalare alle multinazionali Berlusconi non si fa certo superare facilmente, hanno ‘regalato‘ miliardi alle multinazionali del settore farmaceutico.
Adesso addirittura qualcuno, tra cui
l’On. Gasparri, ha il coraggio di rivendicare lo scandalo a suo favore: i vaccini
giacciono invenduti, nessuno li utilizza ma i denari investiti hanno significato comunque una scialuppa di salvataggio per le case farmaceutiche, le quali certamente non sono italiane, ad esempio, mentre i soldi dei contribuenti, così maldestramente o fraudolentemente impegnati, lo sono.
Oggi si associa al coro delle proteste anche il presidente della Commissione Sanità del Consiglio d'Europa
Wolfgang Wodarg (nella foto), il quale ha accusato le industrie farmaceutiche di aver influenzato l'Organizzazione Mondiale della Sanità affinché dichiarasse la pandemia...
Eppure qualcun altro aveva già sollevato dubbi e problemi, niente meno che la Corte dei Conti italiana, che, esaminando il contratto di convenzione, aveva rilevato alcuni elementi molto gravi.
Ad esempio, scegliendo solo tra i più eclatanti, emerge che tutto l’impegno economico è stato messo a capo alla Protezione civile e non alla Sanità, e trattato come materiale inerente la sicurezza nazionale, come gli atti di terrorismo per intenderci, e perciò molte parti del contratto non erano disponibili pubblicamente, neppure per la stessa Corte dei Conti. Inoltre, si legge che il Ministero ha accettato il prodotto anche in assenza dell'autorizzazione all'ammissione in commercio in Italia e che anzi lo avrebbe pagato ugualmente anche se non avesse ottenuto l'autorizzazione ad essere messo in commercio (!).
Quasi divertente, se non ci fosse da piangere di fronte a tale genia di amministratori, leggere che eventuali difetti di fabbricazione o danni fisici causati dal prodotto, dovevano essere riconosciuti dalla Novartis con ciò determinando, però, che i danni sopportati dalle persone in seguito all'inoculazione del vaccino siano pagati, per il risarcimento, dallo Stato italiano.
Insomma la montatura dell'influenza A e della pandemia mortale è solo servita a far guadagnare miliardi alle imprese del farmaco e l'Italia, ancor una volta, si è distinta per sprecare i soldi pubblici per regalarli alle imprese multinazionali, cosa ancor più grave, nel periodo della più grande crisi economica del dopoguerra.
Noi lo avevamo anticipato. I giornalisti profumatamente retribuiti hanno invece, come spesso accade, suonato le fanfare per divulgare le veline di un governo rovinoso per il nostro Paese e per la salute dei suoi cittadini.
Enrico Moriconi