
Foto cliccabile (video di Greenpeace) tratta da beppegrillo.it
Nei giorni scorsi si era manifestato un grande allarme da parte di associazioni (come
Greenpeace ma non solo) e cittadini preoccupati dal decreto che il governo aveva in animo di emanare sulle regole per la
coesistenza, cioè per permettere le coltivazioni di piante nate da semi geneticamente modificati.
Le critiche sottolineavano come la coesistenza è praticamente impossibile laddove ci sono grandi estensioni di terreno ma neppure proponibile in Italia paese in cui, come ben sappiamo, le proprietà terriere sono piccole o medie. Permettere la coltivazione di
semi ogm vuol dire inquinare le altre coltivazioni, anche biologiche, i cui semi si ibridano con quelli tecnologici prodotti in laboratorio.
Evidentemente il regalo fatto da Berlusconi e dai suoi lacchè della Novartis non bastava alle multinazionali della chimica che sono le uniche a speculare enormi profitti sui semi geneticamente modificati. D'altra parte perché privilegiare solo la Novartis e non anche Monsanto. Presto fatto. Il decreto da tempo fermo stava per essere emanato, con grande gioia delle imprese interessate...
Di fronte alle critiche dei cittadini e degli ambientalisti a cui si sono aggiunti le amministrazioni regionali e la stessa Coldiretti, il governo ha deciso per ora di soprassedere ma, se ben conosciamo chi ci governa, l'attenzione deve restare elevata perché alla prima occasione, in qualche legge finanziaria l'idea potrebbe tornare e passare in silenzio.
Le iniziative hanno confermato la larga condivisione degli italiani su politiche di moratoria per le coltivazioni geneticamente modificate.
Di seguito riportiamo il Comunicato stampa della Coldiretti sulla vicenda:
"Non si sente certo l'urgenza del provvedimento sulle linee guida di coesistenza degli Ogm con le altre coltivazioni che e' stato rinviato dall'esame della conferenza Stato-Regioni, in un Paese come l'Italia dove imprese agricole, consumatori ed Istituzioni hanno fatto con decisione la scelta di una agricoltura libera da Organismi Geneticamente Modicati (Ogm)". E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che si tratta di una scelta coerente con un sempre maggior numero di cittadini italiani tra i quali cresce l'interesse per il consumo di cibi naturali. Lo dimostra l'ultimo sondaggio Coldiretti/Swg secondo il quale quasi tre italiani su quattro che esprimono una opinione (72 per cento) ritengono che i cibi con organismi geneticamente modificati sono meno salutari di quelli tradizionali.br>< Secondo la Coldiretti, il ritiro consente un approfondimento sul piano scientifico per escludere ogni rischio di contaminazione per le produzioni tipiche e di qualita' di cui l'Italia e' ricca e di cui puo' vantare la leadership in Europa con 195 prodotti riconosciuti a livello europeo e 4471 prodotti tradizionali censiti dalle regioni.
Enrico Moriconi