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Bell'Italia: Il porto di Fiumicino: un esempio di scempio ambientale bipartisan
Inviato da: Alex Arrigoni on Thursday, February 04, 2010 - 03:10 PM CET |
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Oggi è stato inaugurato l'inizio dei lavori per il nuovo porto di Fiumicino, alla presenza di entrambi i candidati alle Regionali 2010 nel Lazio, Bonino e Polverini, che si sono strette la mano pubblicamente (la Bonino è sostenuta - come si sa - dal PD ma in altre Regioni - si sa di meno - i Radicali sono propensi ad allearsi con il Pdl quindi la cosa dovrebbe destare non poca preoccupazione ma - evidentemente - nel PD sono tranquilli).
Quello che ci preoccupa, come ecologisti, è però l'ennesimo attacco all'ambiente (che come nel caso del TAV o del Ponte sullo Stretto viene condotto apertamente sia da destra che da sinistra con la scusa dello 'sviluppo' - evidentemente a ogni costo). A quanto pare la gente del luogo, come in Val Susa, non vuole il porto e afferma che è una struttura che non ha alcuna relazione con l'economia del luogo e che devasterà ulteriormente un territorio già pesantemente sfruttato e sfregiato dall'abusivismo.
Pubblichiamo l'articolo di Repubblica Roma che riporta la cronaca della giornata e delle proteste, in modo da poter giudicare meglio cosa ci viene proposto dalla politica a proposito dell'ambiente (E.M.)... Stretta di mano tra Renata Polverini ed Emma Bonino. Le due candidate alla presidenza della Regione Lazio si sono incontrate a margine della posa della prima pietra del nuovo porto turistico di Fiumicino, che si chiamerà "Porto della concordia", in piazzale del Faro. Le due politiche si sono scambiate anche due baci sulla guancia. E' la prima volta che si incontrano da quando è iniziata la campagna elettorale. Arrivata per prima in sala la candidata del Pdl, alla vista della "rivale" Bonino si e' alzata in piedi per accoglierla. "Ci possiamo anche baciare no?", ha esordito Polverini strizzando l'occhio alla candidata del centro sinistra. E oltre alla stretta di mano le due si sono baciate di fronte ai flash dei fotografi. "Prima o poi - ha detto Polverini - ci dovevamo incontrare, ben venga che accada per un'opera così importante. Sicuramente, prima o poi, faremo un vero faccia a faccia".
"È un'opera in corso e sarebbe ridicolo dire 'lo blocco' e occorre trovare i modi di controllare la legalità di tutti i passaggi e verificarne la legittimità". E' stata la risposta di Emma Bonino, fermata da alcuni attivisti di Legambiente che stavano protestando poco distanti dal capannone all'interno del quale si sta svolgendo la cerimonia della posa della prima pietra del nuovo porto turistico di Fiumicino. "Comunque - ha aggiunto la Bonino - le potenzialità di sviluppo del porto sono interessanti e da considerare e sopratutto se si integra nell'intera zona può essere un volano per l'economia. L'importante è che tutto prosegua nella legalità per uno sviluppo vero e non per una speculazione". Poi ha aggiunto anche: "Ho un sentimento particolare nell'essere qui perché qui a Fiumicino ho imparato ad andare a vela".
La giornata è caratterizzata da due le manifestazioni di protesta di cittadini di Fiumicino, oltre un centinaio le presenze, che si incrociano al piazzale del Vecchio Faro in occasione della partenza dei lavori del
nuovo porto turistico. Una, indetta dal gruppo "Fiumicino resiste" e che vede l'adesione di Legambiente contro l'approdo portuale. L'altra per reclamare più attenzione delle istituzioni per il problema della sicurezza sul territorio, dopo i recenti nuovi e ripetuti casi di furti nelle abitazioni e nelle attività commerciali.
"E' una speculazione e una cementificazione di cui il territorio non ha bisogno - spiega uno dei cittadini contrari al porto, che mostrano cartelli del tipo 'no al porto', 'giù le mani da Fiumicino'. La costa verrà deturpata e questo arriva dopo quella edilizia già subita. Prima del porto, il territorio ha bisogno di altre esigenze, infrastrutture, trasporti, strade: la viabilità andrà in tilt". "Contestiamo non l'opera in quanto tale - aggiunge un altro - ma la maestosità del progetto. Fiumicino è un territorio dotato di grandi risorse ma questo avrebbe reso possibile un piano di sviluppo diverso. In un simile scenario sarebbe stato meglio che il porto avesse dimensioni notevolmente ridotte".
Altri manifestanti, che espongono striscioni come "voi le scorte noi i ladri dietro le porte", "settanta poliziotti per settantamila abitanti su un territorio di 220 chilometri quadrati", chiedono invece aumento degli organici delle forze dell'ordine per contrastare gli episodi di microcriminalità e la convocazione di un vertice per l'ordine e la sicurezza.
Ma la soddisfazione per la nuova opera è tanta. "Lavoro, opportunità, sviluppo: con la
posa della prima pietra per il porto turistico - dichiara in una nota il presidente del Consiglio regionale Bruno Astorre - il futuro di Fiumicino comincia da qui. Si tratta di un'opera che il Lazio aspettava dagli anni Settanta, frutto della concertazione di Regione e amministrazione locale, che hanno lavorato fianco a fianco puntando a fare di questo territorio il volano dell'economia laziale. Il porto turistico di Fiumicino sarà il più grande del Mediterraneo e darà un volto nuovo al Comune, con 4 darsene principali, 1445 posti per barche, una superficie complessiva di oltre 104 ettari. Numeri importanti che portano occupazione: si stimano 650 posti di lavoro nella fase di costruzione e 2500 durante la gestione annuale. Il tutto senza snaturare il territorio, ma tutelando l'ambiente: lo scalo verrà realizzato con tecniche di bioedilizia, attraverso l'uso di materiali a basso impatto ed impianti di energia rinnovabile, con l'utilizzo di idrogeno per il rifornimento dei motori. Il porto, infine, farà da traino per il rilancio del turismo regionale, consentendo al Lazio di confermarsi come via privilegiata per l'accesso in Europa". (04 febbraio 2010)
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