
Immagine cliccabile (la mattanza dei tonni) procida.tv
L'Unione europea ha chiesto di
porre un freno alla pesca dei
tonni, in seguito alla constatazione, da più parti e più volte denunciata, di
un livello di pesca troppo elevato che ha portato le presenze del pesce ai minimi termini.
Per evitare la totale scomparsa, la moratoria di tale pesca sarebbe dunque indispensabile.
Secondo le abitudini umane, subito i pescatori hanno fatto sentire la loro voce dicendo che così rischiano di perdere il lavoro circa 700 persone, soltanto in Italia. Quello che stupisce veramente è la cecità insita in questa protesta. I tonni, come gli altri pesci, non si possono costruire in una qualche fabbrica e la pesca sconsiderata di questi anni ha distrutto i banchi del pesce, che al di sotto di un numero minimo critico non riuscirebbe più a riprodursi andando così incontro all'estinzione...
Cosa vogliono i pescatori? Finire di pescare i tonni che ancora circolano nel mare? Come si fa a non comprendere che diminuire la pesca oggi significa salvaguardare non i pesci ma il loro lavoro in futuro? Oppure pensano che si possano fare tonni di plastica?
La decisione della Ue non è una decisione animalista, semmai solo
ambientalista.
Ci piacerebbe vedere animalisti e ambientalisti combattere insieme questa battaglia. Se i tonni scompaiono avranno finito di soffrire le pene subite durante la pesca (guardate il video linkato cliccando sull'immagine a capo di questo articolo), a iniziare dalla morte per asfissia; quindi davvero l’unico commento che mi sento di fare è solo intorno alla “stupidità” delle persone che vanno incontro alla propria rovina continuando a guardare solo all'immediato senza preoccuparsi delle ricadute nel futuro più o meno prossimo.
Questa dei tonni è la parabola dell'uomo moderno, con i padri che pur di continuare a consumare tolgono il futuro ai figli.
Enrico Moriconi