Ricordiamo tristemente lo scomparso Nodar Kumaritashvili, di soli 21 anni, ultima vittima dell'immensa macchina dei Giochi olimpici. Avremmo voluto quanto meno vedere una cerimonia di apertura, a Vancouver, un po' più sotto tono. Ma così non è stato.
“Salviamo il bob (di Cesana)” titolava domenica la Stampa di Torino. Per fortuna si ammette che il costo di mantenimento dell'impianto è di 2 milioni di euro l'anno mentre i ricavi sono di 500 mila euro, se poi sono veri (e chissà come conteggiati).
Mentre il paese è forte in crisi, si perde lavoro e continuano inarrestabili la corruzione (di oggi è la notizia delle
truffe dei falsi invalidi) e
l'evasione fiscale, i nostri giornalisti non smentiscono la loro fama di pennivendoli al servizio del potere. Sia di quello nazionale sia di quello dei piccoli rais locali. Chi prova a protestare non viene ascoltato, senza provare a rispondere con i fatti e con i dati alle
critiche.
Perchè buttare via un milione e mezzo di euro all'anno? Per aiutare il turismo che porta lavoro e occupazione? ...
Ebbene in Piemonte anche dopo le Olimpiadi il flusso turistico è diretto prima di tutto nella zona dei laghi ( Maggiore, Orta) e nella Reggia della Venaria. Il ritorno degli impianti in Val di Susa non c'è stato in questi quattro anni, perchè dovrebbe esserci adesso, che oltretutto è molto meno visibile del periodo olimpico?
Inoltre, chi ha mai prodotto i risultati del ritorno sociale dei soldi spesi per le Olimpiadi? Nessuno. Ipotesi, previsioni ma dati concreti non ne sono mai stati diffusi.
Si spendono soldi pubblici che poi vanno nelle tasche dei privati, non si fa mai una verifica per valutare se il maggior flusso turistico ha prodotto un aumento della riscossione delle tasse.
Ma dire tasse è dire una bestemmia in Italia, ognuno deve poter fare quello che vuole, dimenticando che le tasse sono il solo sistema con cui si può fare giustizia sociale chiedendo a chi guadagna di più di contribuire alla vita pubblica e così alleviare le difficoltà delle persone meno fortunate.
I giornalisti, invece di analizzare le vicende e presentare i pro e i contro, preferiscono dar voce alle veline del potere, pubblicando senza commenti la richieste di ben 2,7 milioni di euro per tenere aperto il bob (per una gara all'anno quando va bene) perchè i soldi “servono a non perdere il treno dei mondiali ed a aiutare tutta la zona ad aumentare la recettività alberghiera”. Difatti già adesso gli hotel sono mezzo vuoti e invece si vuole aumentare il numero delle stanze...
E come se il “treno dei mondiali” potesse riuscire là dove le Olimpiadi hanno fallito. Zoeggeler fa lo sponsor della pista di Cesana ma non spiega perchè deve ancora correre (abbastanza bene per altro) lui a quarant'anni e non siamo riusciti a far crescere nessun altro slittinista. Bobbisti di rilievo non ne abbiamo. Ma d'altra parte anche saltatori con gli sci non ne abbiamo ma il trampolino sì.
Non importa tanto i soldi pubblici non sono di nessuno e di certo non dei giornalisti.
Enrico MoriconiNote:
Scaricate il file .pps (Presentazione di Power Point) I costi di Torino 2006 di Enrico Moriconi.