Jul 31, 2010 - 05:24 AM  
Il sito ufficiale di Enrico Moriconi
Consigli per la lettura


Edizioni Cosmopolis


Menu Principale
· Home
· Eventi
· Articoli & Riflessioni
· Pagine istituzionali
· Comunicati stampa

· Indice degli Argomenti

· Web Links
· Statistiche
· Ricerca sul sito
· Segnalaci agli amici
· Inviaci un contributo
· FAQ - Come navigare
· Download documenti


Menu Argomenti
· All Topics
· Ambiente (Mar 09, 2010)
· Animali (Apr 02, 2010)
· No alla guerra (Jan 21, 2009)
· No alla TAV (Jan 22, 2010)
· No Fly (Jun 23, 2008)
· Olimpiadi?No grazie (Feb 23, 2010)
· Politica (May 22, 2010)
· Salute_pubblica (Jan 14, 2010)
· Varie (Feb 08, 2010)

Cerca nel sito


Cerca in Wikipedia


Chi c'è online
We have 76 guests and 0 members online

You are an anonymous user. You can register for free by clicking here


Arcoiris TV - Internet Free TV
Non voglio dimostrare niente, voglio 
mostrare. Federico Fellini

Altri Articoli
· Violenze inaccettabili (May 22, 2010)
· Berlusconi e Fini: non si sa chi vincerà ma sconfitti saranno gli italiani (Apr 24, 2010)
· Attività, istituzionali e non, svolte in favore degli animali non umani (Apr 02, 2010)
· La pillola RU486, Cota e il Pd (Apr 02, 2010)
· La doppia illusione del socialismo europeo (Apr 02, 2010)
· Elezioni Regionali: commento dopo-voto di Annamaria Rivera (Apr 01, 2010)
· Elezioni Regionali 2010 in Piemonte (Mar 09, 2010)
· Ogm a volontà? (Mar 09, 2010)
· Sui fatti di Via Padova a Milano (Mar 08, 2010)
· Risposta a Vera Schiavazzi (Feb 28, 2010)
· Olimpiadi invernali. Lo spreco continua (Feb 23, 2010)
· Lo sterminio dei tonni e la cecità umana (Feb 20, 2010)
· Obama e il nucleare: la delusione corre veloce (Feb 18, 2010)
· Frana il territorio insieme alla speranza (Feb 14, 2010)
· Nell’ultima seduta del Consiglio regionale largo spazio alla tutela degli animali (Feb 11, 2010)
· Olimpiadi invernali. Ricordiamoci i fatti di Torino 2006 (Feb 09, 2010)
· Talamone: un'altra colata di cemento bipartisan (Feb 08, 2010)
· Il carcere di Ivrea supera l’esame dei Consiglieri regionali Moriconi e Dalmasso (Feb 08, 2010)
· Il porto di Fiumicino: un esempio di scempio ambientale bipartisan (Feb 04, 2010)
· Confermato lo stop alle coltivazioni Ogm in Italia (Jan 25, 2010)
· Sostegno al popolo NO-TAV in Val di Susa (Jan 22, 2010)
· Vaccini influenza A una truffa? Noi lo avevamo detto (Jan 14, 2010)
· Rosarno: è una lotta tra clan mafiosi (Jan 10, 2010)
· Nucleare: menzogne e realtà (Jan 04, 2010)
· Obama e il Nobel (Dec 19, 2009)

  Contributi: Sui fatti di Via Padova a Milano
Inviato da: Alex Arrigoni on Monday, March 08, 2010 - 10:50 AM CET
 
 
Moriconi e la politica


Pubblichiamo un contributo di Annamaria Rivera sui 'fatti di Via Padova' a Milano apparso su Liberazione del 17 Feb. 2010.

A ottobre del 2002, nella campagna bresciana, un quartetto di maschi, tre adolescenti e un adulto, italiani doc, sequestrò e uccise a coltellate una quattordicenne, dopo aver cercato di violentarla.

Pescando a caso nella cronaca più recente, si trova che ad agosto del 2009, a Foggia, un diciannovenne italiano uccise a colpi di coltello un diciassettenne italiano. Volendo poi allargare la ricerca alle risse che hanno per protagonisti maschi di giovane età, troviamo, fra i casi numerosi, che ad aprile del 2009 a Roma, in via del Corso, uno dei due giovani fermati dalla polizia -di 16 e 17 anni e “di buona famiglia” (italiana, of course)- era armato di coltel­lo a serramanico.

Sono solo tre esempi di una tendenza confermata da statistiche e studi criminologici: i crimini violenti, fino all’omicidio, compiuti da giovani, anche minori, sono in crescita, così come il fenomeno delle bande giovanili e dell’uso di armi da taglio. I tre fenomeni sono trasversali alle classi sociali, alle aree del Paese, alle origini nazionali...

Perché, allora, l’omicidio di via Padova, a Milano, è diventato un tale caso politico? Solo perché all’uccisione di un giovane per mano di un altro giovane sono seguiti disordini? Ma anche di questa tipologia troveremmo esempi numerosi, soprattutto nell’ambito dei disordini da stadio: risse, devastazioni, scontri con la polizia, che talvolta producono feriti e perfino morti.

Dunque, se non ci si lascia abbagliare dalla propaganda e ai fatti di via Padova si rivolge uno sguardo disincantato, non velato dal pregiudizio, si può concludere che il caso milanese appartiene anzitutto una categoria generale: l’aumento e, soprattutto, la banalizzazione della violenza tra le fasce giovanili della popolazione. Tutto il resto –il “degrado” urbano, la ghettizzazione, l’”integrazione”, l’etnicizzazione dei conflitti- è importante ma secondario. Per meglio dire è il “testo” da inserire in quel contesto. Eppure non un solo giornalista, commentatore o politico –di destra, di sinistra o di centro- ha citato, in questo caso, il macrofenomeno del quale abbiamo detto. Va notato, inoltre, che davvero scarse sono state le espressioni di pietà per il ragazzo ucciso. L’occasione per rilanciare la retorica e la propaganda sicuritarie era troppo ghiotta. Quale migliore opportunità per competere fra destra e centrosinistra, intorno alla rispettiva capacità di garantire la sicurezza urbana, controllare il territorio, sbarazzarsi dei “clandestini”?

Ciò detto, il “testo” e le variabili che lo compongono non possono, certo, essere liquidati. Quello di via Padova è di sicuro un quartiere abbandonato a se stesso, per meglio dire governato dalla spontaneità del mercato e della speculazione, e dalla tendenza delle fasce marginalizzate della popolazione a concentrarsi dove i prezzi degli immobili sono più bassi. In tal senso è corretto parlare di “ghettizzazione” o meglio di “segregazione urbana”. E questa, si sa, incrementa i fenomeni di devianza. A tal proposito, fa ridere davvero la preoccupazione di Calderoli sul caso milanese come “segnale di una possibile nuova banlieu (sic) francese” (trad. it.: “una possibile nuova periferia francese”). I disordini e le rivolte nei “quartieri sensibili” delle città francesi sono tutt’altra cosa…

La seconda variabile importante è la discriminazione e il razzismo. Per dirne una, un residente italiano intervistato dalla Repubblica ha confermato che, quando i cittadini stranieri del quartiere, vittime di furti, rapine e simili, ricorrono alle forze dell’ordine, non sono neppure ascoltati. Possiamo immaginare, allora, quale sia stato l’atteggiamento della polizia verso gli egiziani che chiedevano notizie della salma del giovane connazionale ucciso…Inoltre, la propaganda razzista martellante e i provvedimenti discriminatori che affliggono il Paese e la Lombardia, in particolare, che effetti pensate possano avere sulla convivenza fra diversi e sulla percezione di sé dei cittadini immigrati? Il sentimento di umiliazione è sempre pronto a trasformarsi in rancore e rabbia. E la rabbia spesso si sfoga contro chi è socialmente più vicino: ci si aggredisce -ci si uccide perfino- fra prossimi, fra adolescenti “di buona famiglia” come fra giovani di origine immigrata. La socializzazione del rancore e della rabbia è la chiave per comprendere il razzismo popolare. E il razzismo tout-court è un fenomeno a catena. Il razzismo dominante alimenta i razzismi dei dominati, “autoctoni” e non. Secondo uno dei sopravvissuti, i tre aggrediti sono stati apostrofati dagli aggressori “latinoamericani” (non ne conosciamo la nazionalità) come “musulmani di m.”. A sua volta, uno degli egiziani che protestavano dopo il delitto ha parlato dei giovani latinos come di una “razza di m.”. Il problema all’ordine del giorno, dunque, è come spezzare questa catena, dagli anelli più alti fino ai più bassi.

Dubitiamo che le forze politiche che ci governano e anche i più fra coloro che aspirano a governare ne abbiano l’intenzione e le capacità. Ne è un riflesso l’incompetenza perfino a nominare correttamente i cittadini di origine immigrata secondo la loro nazionalità (un vecchio vizio dell’Italietta). Dando prova d’inconsapevole grossolanità intrisa di razzismo, il meglio della stampa italiana ha scritto, spesso in uno stesso articolo, di etnia latinoamericana (parlerebbero di “etnia” nordamericana o europea?), di tre nordafricani, di cui un ivoriano, e via confondendo e mescolando…Gli “altri” non sono degni neppure d’essere individuati e nominati secondo il criterio neutro della nazionalità.

Non è solo una questione terminologica, è il riflesso dell’ignoranza generale che brilla come un sole d’agosto quando si rivolge a tutto ciò che concerne l’immigrazione e i cittadini immigrati. Date queste premesse, come osano, loro, parlare di “integrazione”? Sarebbe bene che, prima di tornare a pronunciare questa parola, frequentassero un corso accelerato di storia, geografia, lingua italiana ed educazione civica (non osiamo suggerire il francese, per Calderoli). E magari si potrebbe proporre d’istituire la residenza a punti: si perdono se non si supera un esame in quelle materie di base.

Annamaria Rivera

 
 
  Related links

· More about Moriconi e la politica
· News by Alex Arrigoni


Most read story in Moriconi e la politica:
Le Riforme del Governo Berlusconi

 

Giustizia ecologica, sociale e tra le specie   

Web site powered by PostNuke ADODB database libraryPHP Live!, brought to you by LivePeople.infoPHP Scripting Language

This web site was made with PostNuke, a web portal system written in PHP. PostNuke is Free Software released under the GNU/GPL license

All logos and trademarks in this site are property of their respective owners. The comments are property of their posters, all the rest © 2006 by Enrico Moriconi

Webmastering, webmanagement and graphics by Alex Arrigoni

Webhosting by Marlin S.r.L.

You can syndicate our news using the file backend.php