Elvio Fichera e Paola Quartini
sono stati uccisi mentre stavano intervenendo per mettere fine alla sofferenza di alcuni cani detenuti da un cacciatore molto noto nella zona di Genova, soprattutto perché sempre in prima linea nell'opera di "sterminio controllato" degli ungulati presenti sul territorio operata dalla Provincia stessa.
Con la tenacia e la passione nota a tutti coloro che hanno conosciuto Paola ed Elvio, essi non potevano accettare che quei cani fossero costretti a vivere in condizioni di forte malessere.
Non potevano sapere che vi può essere chi è disposto a uccidere piuttosto che accettare le proprie responsabilità secondo la Legge.
Chi li ha conosciuti sapeva della loro generosità, dell'attenzione verso gli altri esseri viventi, della dedizione nel cercare di alleviare le condizioni dei sofferenti.
Nella nostra società violenta sempre più spesso vi è chi, perdendo la testa, compie gesti irreparabili, e per questo è inaccettabile che vi siano tante armi libere a disposizione di persone, in maggioranza cacciatori, di cui non si conosce la effettiva stabilità mentale...
Adesso la famiglia e quanti li conoscevano li piangono ma certo nessuno può fare più nulla per rimediare e - purtroppo - c'è il dubbio che la loro morte non serva a far ragionare la società civile e coloro che sono preposti all'ordine pubblico.
Dispiace, sinceramente dispiace che alcuni commenti abbiano sottolineato la stima dei concittadini verso il cacciatore colpevole del delitto, poi suicidatosi, nonché la sua rispettabilità e 'dedizione al servizio' (all'uccisione di animali per divertimento o per una presupposta necessità di contenimento). Dispiace, perchè si dimentica che purtroppo è la familiarità con le armi che produce queste disgrazie. E' l'uso e l'abuso dei mezzi di uccisione che rende facile rivolgerle non solo contro gli altri animali ma anche contro le persone.
E' la facilità con cui si priva della vita altrui che rende labile il confine tra la vita e la morte di tutto quello che vive, uomini e donne compresi.
Nel condividere il grande enorme dolore delle famiglie, chiediamo a tutto il mondo animalista di mobilitarsi per un sostegno tangibile alle famiglie private dei loro cari, per non lasciarle sole, con modalità da decidere nei prossimi giorni, anche dopo aver sentito i diretti interessati.
Enrico Moriconi,
Franca Vigo, Maria Luisa Robustelli